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Sicurezza: l’Iot fra utilità e vulnerabilità.

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La sicurezza dei dati che vengono gestiti dagli impianti di sicurezza è un aspetto poco considerato, ma estremamente importante per le aziende.

La tecnologia dell’internet delle cose, IoT – Internet of Things, è infatti potentissima perché massimizza i processi e ne favorisce l’automazione, ma per farlo utilizza il cloud ed entra in contatto con moltissimi dati sensibili.

Così le telecamere possono essere hackerate, i sensori elusi e anche le password possono essere intercettate.

Questa è la diretta conseguenza di sistemi iperconnessi, della videosorveglianza IP e delle nuove frontiere della smart home e dell’integrazione con gli smartphone.

Un cybercriminale può prendere il controllo dei nostri device, attraverso collegamenti remoti che possono diventare anche molto pericolosi.

Videosorveglianza e rischi del cloud

Cybersecurity Act: cosa dice la legge

Non è un segreto che l’Ue si stia adoperando per certificare in modo univoco tutti gli oggetti connessi, a maggior tutela e garanzia dei consumatori.

Per questo affidarsi a prodotti di qualità, certificati e garantiti potrebbe aiutare ad avere almeno uno standard minimo di sicurezza del prodotto.

Lo sforzo delle aziende che certificheranno i propri prodotti, porterà ad una maggior consapevolezza sugli oggetti e i rischi a loro collegati.

L’adozione del Cybersecurity Act rappresenta un passo importante verso la piena attuazione del principio della cosiddetta “security by design”, ovvero la presa in considerazione della sicurezza informatica fin dagli stadi iniziali della progettazione dei prodotti ICT.

Infatti, il sistema comune di certificazione che verrà introdotto a livello europeo dovrebbe incentivare una maggiore attenzione alla sicurezza informatica di prodotti e servizi digitali, facilitando al contempo l’accesso delle aziende produttrici ai mercati degli altri paesi europei”.
-Luca Tosoni, avvocato e ricercatore presso l’Università di Oslo

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